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Facebook sotto attacco: la (non) sicurezza degli account mette in pericolo milioni di dati privati

Pubblicato il: 02/10/2018

Dopo il caso di Cambridge Analytica, il colosso dei social Facebook, è di nuovo nel vortice di una tempesta. Sono almeno 50 milioni gli account hackerati sulla piattaforma social più utilizzata, secondo le notizie online che denunciano un altro caso di uso improprio dei profili. 

DOPO CAMBRIDGE ANALYTICA, NUOVO RISCHIO SICUREZZA

L'azienda di Zuckerberg ha già dichiarato di aver arginato il problema e di aver comunicato l'incidente alle forze dell'ordine. Non si tratta però di un caso unico ed isolato; prima di questo, il più conosciuto ed eclatante è stato Cambridge Analytica che aveva sfruttato i dati di oltre 87 milioni di account in occasione delle elezioni presidenziali statunitensi. 

La notizia di pochi giorni fa, benché in parte già ridotta nei suoi effetti, ha evidenziato ancora la presenza di falle nella sicurezza della prima piattaforma social al mondo con 2,2 miliardi di utenti attivi. Si tratta di un vero hackeraggio alle funzioni della piattaforma, con particolare riguardo al "Visualizza come", la modalità che permette agli utenti di visualizzare il proprio profilo o le pagine proprietarie per capire quali informazioni sono visibili da amici e conoscenti. Secondo la ricostruzione del team di Facebook, gli hacker sono entrati in possesso dei codici d'accesso dei profili (access token), e questo ha permesso loro di superare le barriere di sicurezza del social network e accedere in qualità di utente.

DATI RUBATI ANCHE IN ITALIA 

Non è ancora chiaro però quali siano i dati coinvolti: probabilmente le informazioni relative al profilo. Facebook ha comunque garantito l'integrità delle password, ma, come richiesto dalle nuove regole del GDPR, ha dovuto avvisare le principali autorità europee per denunciare il cyber-attacco e tutelare i dati degli utenti. Tra questi anche alcuni profili italiani sono stati coinvolti e quindi temporaneamente resettati. 
La maggior parte degli utenti non si è però accorto delle misure d'intervento dell'azienda, che ha soltanto richiesto di effettuare nuovamente l'accesso per autenticare gli account. 

PROBLEMI DI SICUREZZA ANCHE TRA I BIG 

Sono proprio i colossi del web a registrare numerose falle nel sistema di cyber-security e questo sta portando gli utenti e le istituzioni a richiedere sempre più attenzione. Ne è un segnale evidente il nuovo Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR), che da maggio ha imposto alle aziende una serie di normative a cui attenersi, pena l'intervento da parte della Giustizia.

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