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Professioni tradizionali e competenze digitali

Pubblicato il: 27/06/2018

Energia-Digitale-Competenze-DigitaliLa vera sfida per il settore economico italiano è rappresentata dalle competenze digitali non tanto per i professionisti delle ICT, ma anche - e soprattutto - per le attività tradizionali. 
Comunicare, produrre, vendere, amministrare e gestire sono ambiti sempre più legati alla digitalizzazione e le e-skills diventano fondamentali per implementare il business di aziende e imprese attive sul mercato da tempo. 

Secondo l'Osservatorio delle Competenze Digitali (di Aica, Anitec-Assinform, Assintel e Assinter) diventa ormai imprescindibile la formazione continua tra i professionisti. E' infatti in crescita la domanda di competenze digitali (il Digital Skill Rate) anche per le professioni non informatiche. In particolar modo, sono gli ambiti di Supporto e Management a richiedere un bagaglio di competenze digitali sempre più aggiornato ed efficace tanto nell'Industria (20%), quanto nel settore di Servizi e Commercio (14%). 

L'analisi distingue: 

  • competenze digitali applicate: capacità di usare strumenti e software nei processi operativi e decisionali
  • competenze digitali tecniche ICT, vicine alle specialistiche
  • competenze digitali di base per l'uso quotidiano
  • competenze digitali di brokeraggio informativo, ovvero l'utilizzo di strumenti informatici per lo scambio di informazioni e la comunicazione

Gli skill digitali di base pesano per il 41% nell’Industria, il 49% nei Servizi e il 54% nel Commercio; gli applicativi per il 40% nell’Industria, il 25% nei Servizi e il 21% nel Commercio; quelli di Brokeraggio per il 12% nell’Industria, il 16% nei Servizi e il 20% nel Commercio; quelli tecnici Ict per il 7% nell’industria, il 10% nei Servizi e il 4% del Commercio. 

Si è riscontrata una forte correlazione tra skill digitali e soft skill, e cioè quelle abilità trasversali comuni alla maggior parte dei mestieri che connotano comunque una più evoluta professionalità: apertura al cambiamento, conoscenza dell’inglese, problem solving, team working, pensiero creativo, capacità di parlare in pubblico, di gestire il tempo e di comunicare con i clienti.
 
Ciò nonostante, il percorso verso una maggiore consapevolezza dell’impatto del digitale sul valore del business non è ancora completato in diversi ambienti del management italiano, per motivi di ordine anagrafico, legislativo o semplicemente culturale. Ne risulta che è ancora troppo elevata la quota di aziende ed enti in cui la transizione al digitale è ancora a un livello troppo basso nella scala delle priorità strategiche rispetto all’effettiva urgenza, malgrado la quota crescente di competenze digitali richieste nelle funzioni direttive e manageriali.

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