Per offrirti il miglior servizio possibile Energia Digitale utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookies. Maggiori informazioni qui.

Salta al contenuto

Crowd Working e innovazione: le frontiere digitali del lavoro

Pubblicato il: 17/01/2018

Grazie alle nuove tecnologie, la gestione del lavoro diventa più semplice e le risorse umane possono essere impiegate in maniera efficace anche da remoto. Oltre lo smart working, infatti, le aziende stanno modulando la propria organizzazione interna secondo il modello di crowd work. 

Il crowd working diventa una risorsa importante per le aziende. Un’impresa, connessa ad una piattaforma digitale, è in grado di commissionare lavori ad una “folla” di persone (crowd) pronte ad eseguirli, dalla parte opposta del mondo. Grazie alla presenza degli strumenti digitali dedicati, che hanno registrato per l’anno 2017 2,6 trilioni di dollari di fatturato, il mondo delle aziende è in grado di trovare nuove soluzioni alla gestione del personale in base alla mole di lavoro in entrata

Secondo il rapporto Eurofound “Non standard forms of employment: recent trends and future prospects”, tra il 5% e il 9% dell’utenza in rete sperimenta il crowd working. In Gran Bretagna si tratta del 4% dell’intera classe di lavoratori, soddisfatti al 46% di questo modello innovativo di impiego. 

La prospettiva futura di questo modello non riguarda soltanto i lavoretti saltuari (quelli che vengono definiti gig work), come la redazione di bozze o le traduzioni di testi, ma anche le attività manuali e i lavori di alto profilo intellettuale, tra cui anche quelli di progettazione. 

Il modello di fare business trova un nuovo metodo di dematerializzazione, in questo caso della forza lavoro, che viene commissionata a distanza e mantiene alte le performance grazie all’utilizzo delle piattaforme digitali. Nessun ufficio, tempi di lavoro altamente flessibili e strutture di dirigenza riviste: ne guadagna il mercato del lavoro, la produttività delle aziende e la soddisfazione dei lavoratori. 

Diventa comunque necessaria una regolamentazione di base sui crowd workers in termini di retribuzione, orario di lavoro e sicurezza, a cui si aggiungono le tutele sulla proprietà intellettuale e sulla privacy del singolo. Occorre poi considerare anche la garanzia dei lavoratori in caso di riduzione delle risorse umane dell’azienda. La normativa sui licenziamenti collettivi non prevede ad oggi soluzioni per questo modello né considera le modalità di recupero credito in caso di default dell’impresa, a favore dei lavoratori.

Come per lo smart working, il crowd working, pur rappresentando una via all’innovazione per il settore produttivo, necessita quanto più di una normativa di riferimento per permettere l’integrazione consapevole delle tecnologie e delle risorse umane all’interno dell’impresa stessa. 

Iscriviti alla newsletter

Per ricevere via email gli aggiornamenti sui nuovi contenuti e sulle iniziative di Energia Digitale, iscriviti alla newsletter periodica.

Il tuo contributo è importante!

Cercheremo di migliorare continuamente Energia Digitale. Per questo ci farebbe piacere ricevere un tuo parere sul progetto e un suggerimento su quali contenuti ti interessano maggiormente rispetto al digitale. Ci dai una mano?