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L’industria 4.0 italiana funziona: ora necessario focus sulle competenze

Pubblicato il: 19/12/2017

Secondo i dati raccolti dal Report Getting Skills Right e pubblicati in questi giorni, i provvedimenti delle istituzioni cominciano a raccogliere qualche risultato in termini di innovazione dei processi e delle tecnologie impiegate. Serve quindi un’attenzione mirata per spingere il mercato del lavoro alla luce della digital transformation. 

Le risorse umane infatti devono essere adeguate, per quanto riguarda competenze e attitudini, ai cambiamenti che il digitale sta richiedendo alle aziende italiane. Si tratta di una formazione continua che, secondo il rapporto, è quanto più necessaria perché l’adozione di nuove tecnologie rafforza la domanda di competenze digitali.

Secondo l’Ocse le recenti riforme del sistema educativo italiano (La Buona Scuola), del mercato del lavoro (Jobs Act) e della politica economica (Industria 4.0), portano da un lato a una trasformazione complessiva del sistema Paese, dall’altro rischiano però di evidenziare maggiori squilibri tra lo stato d’avanzamento lavori e le risposte degli attori coinvolti. 

I dati mostrano una forte domanda di competenze relative al mondo dell’informatica e dell’elettronica, nonché abilità di programmazione necessarie per sviluppare prodotti e tecnologie sempre più rispondenti alle esigenze del mercato. Questo trend richiede una risposta consistente e adeguata che, altrimenti, rischierebbe di bloccare la crescita del sistema. In altre parole, senza digital skills le tecnologie non possono autonomamente sbloccare lo stallo economico italiano. 

Alla mancanza di competenze corrisponderebbe la mancata competitività dell’Italia sui mercati internazionali. Questo è il chiaro segnale che arriva dal rapporto di Ocse e che fa pensare a nuove linee guida politiche per l’attuazione di programmi concreti per la formazione delle risorse umane, tanto nel privato quanto nel pubblico. 

Il mercato del lavoro in Italia, oltre alle battute d’arresto dell’ultimo decennio, si muove a macchia di leopardo: nonostante sia necessario implementare le competenze nel digitale, la richiesta di professionisti arriva solo dalle grandi aziende che vedono il cambiamento verso l’innovazione come sempre più urgente. Le piccole aziende rimangono concentrate verso settori ancora tradizionali, sistematizzando così uno squilibrio nel comparto economico italiano. 

Dal rapporto emergono 5 punti chiave:

  1. l’Italia ha bisogno di legami più forti tra il sistema educativo e il mondo del lavoro a tutti i livelli, soprattutto nell’ambito universitario quando gli studenti hanno necessità di mettere in pratica le loro conoscenze teoriche all'interno del settore lavorativo
  2. in Italia è necessario rafforzare le pratiche di lavoro ad alte prestazioni, soprattutto per quanto riguarda il management delle imprese che sarebbero in grado di cogliere l’importanza di innovare i propri sistemi interni
  3. è necessario prevedere opportunità di formazione e aggiornamento costante nell’ambito delle digital skills
  4. i fondi destinati alla formazione e alla crescita delle competenze devono essere pensati strategicamente per uno sviluppo a lungo termine e non come risposta rapida a problemi contingenti. 
  5. le differenze regionali devono essere colmate dall’intervento dello Stato e dalla sua possibilità di favorire una crescita quanto più positiva e omogenea

 

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