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Blockchain e Bitcoin: nuove transazioni digitali disintermediate

Pubblicato il: 27/07/2017

La tecnologia Blockchain è stata sviluppata come parte integrante della rivoluzione Bitcoin e rappresenta la possibilità di registrare e integrare tutte le transazioni che avvengono in rete, in particolare quelle peer-to-peer. Il vantaggio è la massima tracciabilità dei percorsi e un sistema altamente disintermediato.

Il Bitcoin non è altro che la moneta virtuale della rete: una vera e propria valuta che non fa capo a nessuna istituzione governativa né bancaria. Questo sistema digitale permette di trasferire in maniera anonima denaro, grazie alla presenza di veri e propri portafogli digitali. Come in una rete di banche, i bitcoin possono essere scambiati tra attori (singoli individui o aziende) che dispongono di un indirizzo bitcoin; ma a differenza del sistema tradizionale finanziario, non sono presenti intermediari di terze parti.

Proprio dalla parola Blockchain (catena di blocchi), questo strumento permette di tener traccia del trasferimento di Bitcoin ed è in grado di registrare le transazioni che avvengono tra due o più attori: non si tratta solo di interscambi commerciali o finanziari, il sistema Blockchain è in grado di monitorare transazioni di beni e soprattutto di dati dal mondo online e offline. Inoltre, questa tecnologia intende mantenere alti i livelli di protezione delle informazioni e quindi delle transazioni effettuate. In altre parole il sistema Blockchain raccoglie e ordina i dati all’interno di blocchi circoscritti legandoli tra loro con linguaggi crittografati.

Così come per i Bitcoin, la Blockchain nasce con l’obiettivo di creare un ecosistema funzionale in cui non sia necessaria la presenza di un’autorità centrale governativa o bancaria, ma dove sia sufficiente il controllo congiunto e incrociato degli utenti stessi.
Negli ultimi mesi, il potenziamento della Blockchain ha fatto parlare di nuovi strumenti nei servizi governativi online o di vere e proprie rivoluzioni finanziarie non solo per i sistemi pubblici ma anche e soprattutto per quelli privati. Se da un lato il vantaggio maggiore è rappresentato dalle agevolazioni in materia di valuta digitale (quindi disintermediazione e svincolo da norme complesse), dall’altro l’utilizzo di questi canali risulta ancora un ostacolo evidente.

I problemi fondamentali risiedono nella gestione della Blockchain, che è destinata a crescere con l’aumentare delle transazioni, e nell’affidabilità dei server remoti a cui collegarsi per accedere al pacchetto di dati. Da un lato infatti le sempre più richieste capacità computazionali per generare i blocchi rischiano di dare potere a determinati soggetti che risultano così i nuovi intermediari delle transazioni digitali, dall’altro il rischio frode è dietro l’angolo anche per il grado di affidabilità degli strumenti a cui accedere in remoto.

Proprio in questo senso, gli esperti del settore digitale e finanziario si stanno interrogando sulla fattibilità del sistema Blockchain e sulle vere potenzialità: i rischi paiono superare i vantaggi, nonostante l’innovazione di questo modello. Applicare il sistema anche all’Internet delle cose, per esempio, favorirebbe un flusso continuo e monitorato delle transazioni di dati e informazioni tra oggetti connessi; però rimangono ancora i dubbi sull’assenza di attori fondamentali che possano controllare e presidiare il sistema, in un contesto di (quasi) totale disintermediazione e di bassi livelli normativi. 

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