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Smart Manufacturing: introdurre la tecnologia nella catena produttiva

Smart Manufacturing: introdurre la tecnologia nella catena produttiva

Pubblicato il: 14/11/2017

L’Internet of Things (IoT) non riguarda soltanto oggetti intelligenti e connessi ma anche fabbriche e catene produttive implementate dalle tecnologie digitali. Lo Smart Manufacturing permette all’industria di sviluppare nuovi metodi di lavoro automatizzati e interconnessi grazie alla rete e allo sviluppo di intelligenze tecnologiche nuove. 

Pensare in chiave innovativa, per quanto riguarda il settore produttivo, significa adottare i principi dell’Industria 4.0 e della digital transformation, in linea con le necessità e le opportunità del proprio settore: innovare un sistema di produzione significa prima di tutto conoscere il modello di business a cui fa riferimento e strutturare una strategia coerente per muovere un modello tradizionale verso nuove tecnologie e logiche. 

Secondo uno studio condotto da una società tedesca Roland Berger in merito alle principali linee di sviluppo nell’industria IoT, è necessario focalizzarsi su 5 punti: 

  1. i servizi in cloud: tutto ciò che permette di trasferire dati e attività in cloud ha un forte impatto perchè permette maggiore interconnessione tra le risorse umane e le macchine
  2. le industrial cloud platform: le piattaforme intelligenti che grazie alla rete e alla digitalizzazione dei macchinari permettono lo sviluppo di un’industria innovativa
  3. i provider di app e software per l’industria: la messa a punto di strumenti utili alla gestione della filiera produttiva è essenziale in questo passaggio
  4. gli abilitatori di connettività verso il cloud: gli operatori che agevolano il difficile passaggio da un modello tradizionale a quello innovativo digitale
  5. gli utenti finali che connettono i device e utilizzano applicazioni a valore aggiunto. 

Se da un lato sono questi i trend che guidano il processo di sviluppo dell’IoT, dall’altro, in particolare, sono 4 i passi fondamentali che le aziende, nel settore manifatturiero, devono compiere per potersi avvicinare al nuovo modello digitale. 

Prima di tutto, ogni impresa deve farsi carico di analizzare in maniera dettagliata lo stato dell’arte (step 1), fotografando quelli che sono i processi produttivi e gli iter interni tra fornitura delle risorse, produzione dei beni e smistamento alle vendite. Non basta: bisogna individuare poi quali settori dell’azienda sono davvero in grado di innovare e quindi hanno la possibilità di entrare in contatto con nuovi partner e fornitori, soprattutto dal mondo delle tecnologie avanzate. Segue poi la necessità di definire gli obiettivi (step 2): cosa si intende raggiungere con la ridefinizione della filiera produttiva? 

E’ necessario, fin da subito, stabilire dove inserire un sistema IoT per ottenere il vantaggio competitivo e, soprattutto, ottenere il giusto ritorno sull’investimento. Generare nuovi business o potenziare i beni di produzione esistenti? Anche in questo caso scegliere lo strumento (step 3) con cui si vuole effettuare il passaggio è di grande rilevanza: la possibilità di migrare verso un modello innovativo è data non soltanto dallo sviluppo ad hoc di piattaforme, ma anche da servizi esterni che mettono a disposizione strumenti in grado di aiutare le aziende a sviluppare nuovi sistemi. 
Segue quindi l’identificazione del valore aggiunto (step 4) che questo cambiamento organizzativo potrà apportare a tutto quanto il business dell’azienda; in altre parole, è necessario quanto più delineare quali sono i margini di positività degli strumenti digitali all’interno della filiera.

Per armonizzare tutti questi processi, secondo la ricerca, è necessario però mantenere saldi 3 fattori che sono in grado di decretare il successo del progetto

  • aumentare la velocità nell’adozione delle soluzioni IoT, dedicando un progetto ad hoc per questo obiettivo
  • adottare una strategia coerente in grado allo stesso tempo di differenziare l’offerta mantenendone basso il costo
  • coinvolgere il più possibile gli utenti finali come terminali di un’esperienza, traendone quindi i feedback più importanti e rilevanti

 


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