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Adeguarsi al GDPR: chi deve farlo, chi l'ha già fatto e cosa rischia chi non lo farà

Adeguarsi al GDPR: chi deve farlo, chi l'ha già fatto e cosa rischia chi non lo farà

Pubblicato il: 11/07/2018

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Continua la pressione sul GDPR sulle aziende di tutta Europa: dal 25 maggio, infatti, il nuovo regolamento sulla protezioni dei dati ha ridefinito la capacità di acquisire e usufruire delle informazioni dei proprio clienti e utenti. L'adeguamento alla normativa ha comportato una serie di difficoltà da parte di tutti i soggetti chiamati in causa, che si sono rivolti a consulenti esterni per regolarizzare tutte le attività in chiave GDPR.

CHI DEVE ADEGUARSI
Il nuovo regolamento sulla protezione dei dati si rivolge a tutti coloro che attraverso la propria attività sono in grado di raccogliere informazioni dettagliate e personali sull'utente. La normativa richiede infatti un adeguamento tanto per i sistemi interni di acquisizione quanto per la gestione delle informazioni ricevute, oltre che a stendere adeguate policies e informative per aggiornare l'utente sulla destinazione dei dati rilasciati.

CHI E QUANTI SI SONO GIA' ADEGUATI
Secondo studi di mercato, il 65% delle aziende a livello comunitario hanno dichiarato di non essere in grado di analizzare tutti i dati raccolti in maniera strutturata, mentre solo il 54% delle aziende sa dove sono archiviati tutti i dati sensibili. Questo è sintomo di forte difficoltà nel sapersi muovere all'interno dei quadri normativi. Non a caso, oltre i due terzi delle organizzazioni ammettono di non svolgere tutte le procedure in linea con le leggi imposte. Nel frattempo, però, le modifiche apportate dal GDPR, benché non conosciute nel dettaglio, hanno portato a una maggiore sensibilizzazione da parte dei consumatori sull'importanza della protezione delle proprie informazioni. 

I RISCHI E LE SANZIONI PER CHI NON SI ADEGUA
Si tratta principalmente di sanzioni amministrative quelle attivabili a seguito di un mancato adeguamento alla normativa; a cui però si aggiungono alcune sanzioni penali. E non solo: secondo il testo legislativo, chi risponde alle violazioni può essere il titolare del trattamento (l'azienda e quindi il rappresentante legale) o, in casi particolari valutati dall'Autorità, il responsabile del trattamento, ovvero chi ha gestito in prima persona i dati dell'utente. Oltre il ruolo e le figure di responsabilità, la complessità sembra essere anche nell'oggetto delle sanzioni. 
Anna Italiano, Senior Legal Consultant di P4I (Partners4Innovation) ha dichiarato infatti: « Nel nostro Paese non esiste ancora un apparato sanzionatorio specifico per la nuova normativa: ricordiamo che il GDPR stabilisce soltanto i massimali , dunque come saranno concretamente declinate le sanzioni è un qualcosa che è demandato all’attività dei legislatori nazionali.  

 

 


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